Riflettori su... Seishiro Sakurazuka
Post un po' anomalo, questo, in quanto deriva da uno che ho scritto giusto ieri sera, in un gdr sulle opere delle CLAMP a cui mi sono recentemente iscritta come giocatrice di Seishiro, e che costituisce una sorta di apologia di quest'ultimo... personaggio che, pur non trovandosi al vertice della mia top-five di preferenze (per la precisione, si posiziona al quarto posto, dopo Fuumamylove, Suby e Fayuzzo, ma prima di Kamui), considero uno dei più caratteristici ed intriganti dell'universo clampico.
Con ciò, attenzione, non intendo assolutamente sminuire la sua crudeltà, anzi... Seishiro mi affascina proprio per l'adorabile st***zo che è, per la sua giocosa e quasi infantile cattiveria, tanto spontanea e profondamente radicata nel suo animo da suonare quasi e paradossalmente innocente.
In primis, comunque, ritengo inutile giudicarne le azioni tramite i classici parametri umani... perchè, si, Seishiro è un uomo, ma un uomo un po' particolare, differente dagli altri. Una creatura che sembra esser stata disposta per natura a non amare, a non saper vivere la classica gamma di sentimenti umani; non necessariamente ad abbracciarne soltanto le ombre, ma a non comprenderne nè le sfumature positive nè quelle negative.
"Io non ti odio... e, naturalmente, nemmeno ti amo" dice a Subaru, nell'ultimo volume di TB, in un'affermazione che sembra esprimere più indifferenza e noncuranza che cattiveria, un atteggiamento degno di uno spettatore che si muove attraverso i cunicoli di una dimensione entro cui non non riesce a lasciarsi andare.
Lasciarsi andare, soltanto... perchè la comprende benissimo, in realtà, come numerosi passaggi di TB lasciano intendere, ed è questa la prima, stuzzicante anomalia che contraddistingue la sua figura, che crea un contrasto fra ciò che si suppone essa debba essere e ciò che è davvero. Un uomo incapace di sentire il mondo è, però, in grado di coglierne alla perfezione caratteristiche e contraddizioni, intuendo l'essenza del cuore umano con un'abilità derivante, forse, proprio dal suo non riuscire a lasciarvisi coinvolgere, dal suo ruolo di osservatore esterno... abilità che, unita alla sua intelligenza, lo rende un avversario ancora più temibile e letale, ovviamente, a cui sembra tanto più pericoloso concedere un accesso alla propria dimensione interiore che non una prospettiva da cui scagliare un colpo mortale. Le ferite fisiche inferte a Subaru, seppur gravi, sono nulle al confronto dei pezzi in cui ne ha frammentato il cuore.
Paradosso, questo, che si accompagna a quello, più evidente e significativo, che lo vede come l'unico, singolare personaggio che, in mezzo ad una schiera di figure che tendono a negare o a non realizzare i propri sentimenti, pur non potendo per "natura" o "destino", ricerca volontariamente l'amore; non potrebbe, non ne avrebbe nemmeno bisogno, eppure l'insegue, cade nella sua trappola con le proprie mani. Se chi è libero di amare spesso non ci riesce, lui, che non dovrebbe esserne capace, non fa che provarci.
"Forse, tutti quelli che fanno cose cattive... in fondo, sono tristi e soli": è la frase che chiude TB, nonchè, a mio avviso, un chiaro messaggio che le autrici hanno voluto indirizzare al lettore, dopo aver presentato un Seishiro che propone di propria, spiazzante iniziativa i termini del celebre patto stretto con Subaru... spinto da mera curiosità, forse, magari soltanto per noia, ma il valore simbolico di un gesto simile rimane comunque così sorprendente! Forse, chissà, consapevolmente o no, anche lui si sentiva davvero "triste e solo"... forse ha voluto tentare di riempire quel vuoto, capire se ne sarebbe stato capace, se qualcosa sarebbe cambiato, se avrebbe compreso un dettaglio che prima gli sfuggiva. Perchè è lui che ci prova, è lui che lo desidera. E' il personaggio meno in grado di amare, ma anche quello che lo vorrebbe più di tutti.
Sembra non riuscirci, tuttavia, inizialmente. Sembra che quell'anno trascorso in compagnia di Subaru non abbia avuto altro effetto se non confermare l'impenetrabilità del cuore di ghiaccio dell'uomo... sembrerebbe davvero così, almeno fino a quando Hokuto non gli rivolge alcune, importanti parole: "sono certa che ci siano peccati imperdonabili... ma sono anche sicura, Seishiro, che non c'è nessuno a cui non sia concesso... di amare". Personalmente, ritengo che il momento di svolta del personaggio vada rintracciato proprio in questo passaggio (sempre significativa, secondo me, la scelta delle CLAMP di posizionarlo subito dopo la morte del personaggio, come in una sorta di fondamentale spiegazione postuma), in quella frase a cui lui reagisce con una delle rare espressioni stupite concessesi durante il corso della storia... perchè, forse, è qui che ha inizio il processo che lo porterà a spirare fra le braccia di Subaru, forse è qui che comincia ad infrangere le barriere emotive e mentali che gli avevano impedito di capire, di accettare quell'amore che sembrerà aver realmente compreso soltanto alla fine, con l'ultimo respiro.
Più in generale, trovo che quell'affermazione di Hokuto racchiuda l'essenza stessa di Seishiro, il quale si è davvero macchiato di "peccati imperdonabili", di colpe impossibili da espiare, di azioni atroci che non meritano nè compassione nè comprensione... eppure, perfino a lui è stato "concesso di amare". E' un assassino spietato, un diavolo... un diavolo che, però, ama profondamente Subaru.
Ama profondamente quel bambino incontrato sotto il ciliegio insanguinato, quel bambino che, invece di provare paura, si era ingenuamente preoccupato per la sorte dei cadaveri delle sue vittime. Quel ragazzo di cui è solito sottolineare la dolcezza, prima con falsità, poi con scherno ed infine con altrettanta dolcezza, fino alla fine, quasi non potesse fare a meno di ribadire e "vezzeggiare" quelle sue caratteristiche che più l'hanno colpito, guarda caso le stesse che maggiormente li allontanano, come se la scintilla dell'attrazione fosse scoccata proprio grazie a quella distanza, al fascino esercitato su di lui da un animo così differente dal proprio... da ciò che sa di non possedere e di non poter mai raggiungere, ma anche all'intenso desiderio di comprenderlo e catturarlo.
Un amore, un amore dal profilo perverso e grottesco, ma anche l'unico che un uomo come lui possa mai riuscire a provare, il sentimento più vivido ed assoluto che, pur con le sue mille contraddizioni e distorsioni, possa essere capace di esternare.
La definizione che leggo attribuirvi più di frequente è "egoista"... e, beh, ciò è certamente vero. L'amore di Seishiro è sicuramente, irrimediabilmente egoista, ma in un'accezione diversa, prevedibilmente più contorta, rispetto a quella che caratterizza i sentimenti di Subaru.
In primo luogo, esso presenta una spiccata componente di possessività, quasi si parlasse di un proprietario e di una proprietà più che di una coppia di amanti, sicuramente derivante dalle vesti di "preda" originariamente indossate da Subaru... e, tuttavia, già qui è possibile rintracciare una prima ambivalenza, proprio nell'evoluzione affrontata da un concetto che, pur rimanendo saldo e costante, finisce per assumere sfumature impreviste.
Poco a poco, infatti, il "Subaru è la mia preda" sembra cominciare a vantare connotazioni analoghe al ben più sensuale "Subaru è mio", che implica una visione assai differente, ma anche maggiormente umana e sentimentale, della persona e di ciò che essa rappresenta; per non parlare, ovviamente, dell'ambiguità insita nella fermezza con cui Seishiro protegge il ragazzo, nonchè della genuina rabbia nutrita nei confronti di coloro che si permettono di fargli del male... atteggiamento in cui è possibile individuare sia l'ennesima espressione della mirata possessività di cui sopra, sia una più celata ed inconscia antipatia per l'idea di un Subaru ferito.
Ambiguità che caratterizza la radici stesse del personaggio e che si riflette anche nel modo in cui egli si rapporta fisicamente al ragazzo. Un gesto, ad esempio, come quello di sfilargli i guanti, oltre a vantare un sapore squisitamente erotico, rende manifesta l'irritazione di Seishiro nel vedere nascoste le prove del fatto che Subaru gli appartenga... e che, di conseguenza, sembra proporsi come una specie di rivalsa, un modo per ricordare come lui sia soltanto suo e come non basti una protezione di stoffa a negarlo. Non può occultarlo, non può dimenticarlo per sempre.
Ancora, la doppia valenza del suo tracciargli una scia di sangue lungo il viso (scena che quei caproni che si sono occupati dell'anime di X hanno barbaramente tagliato... belve, non bastava aver reso Fuumino un Kattiwone privo di spessore ed aver felicemente ignorato la dimensione fisica del suo rapporto con Kamui T_________T!), in cui si può leggere tanto il desiderio di lasciare un segno visibile di sè su Subaru, reclamandone il possesso, quanto una carezza quasi gentile. Entrambe le cose, probabilmente, entrambe dotate della medesima, conturbante sensualità che contraddistingue anche il languore con cui gli sfiora la mano che regge la sigaretta, la cui visione si può immaginare l'abbia quasi compiaciuto, poichè simbolo tangibile di quanto profondo sia stato il proprio passaggio nella vita del ragazzo, di come esso l'abbia segnato e reso ancora, sempre più innegabilmente suo.
L'intera questione relativa "agli occhi", poi... basta sapere che il vero, più grande desiderio di Seishiro era cancellare da Subaru le tracce di un altro uomo per comprendere quanto il poveretto fosse, come diciamo spesso io ed un'amica, irrecuperabilmente Fo**uto. Perso, partito, senza speranze (soltanto il Kuro che si fa a pezzi per Fay può pensare di rivaleggiare con lui!). Totalmente fregato, ed il bello è che se l'è andata a cercare personalmente ^^". L'idea che un altro uomo abbia, letteralmente, toccato Subaru, ma soprattutto il fatto che il corpo di quest'ultimo ne porti una così evidente testimonianza, tanto visibile da far quasi passare in secondo piano la propria, gli risulta intollerabile... non può sopportarlo, non lo può fare perchè, di nuovo, Subaru è suo. Ma non lo è più in quanto preda, come gli altri eventi legati a quell'occhio sembrano voler suggerire.
Perchè, si, c'è un grande egoismo nel pretendere che il ragazzo sopravviva alla sua morte, quando è chiaro che il suo desiderio sarebbe stato raggiungerlo... ma è anche un modo per dirgli "vivi!", per esprimere l'innamorata volontà di sapere in vita quella persona che un tempo aveva cercato di uccidere. Un modo, inoltre, tramite quell'occhio acquisito da Subaru, non soltanto per azzerare l'ingombrante presenza di Fuuma, ma anche e soprattutto per coronare, in una chiave surreale ed astratta, quell'unione che non era stato loro concesso di concretizzare in vita.
Il bellissimo sguardo di Subaru è ora anche quello di Seishiro, quest'ultimo continua a vedere e vivere in lui. Romantico, straziante, perfetto.
Perfezione che ritroviamo anche nella lirica scena della morte di Seishiro, scena che ne rappresenta paradossalmente il lieto fine.
"Morire per mano di colui da cui vogliamo essere uccisi... se non si è troppo attaccati alla vita... si tratta di una morte felice, io credo": Fuuma fornisce l'esatta chiave di lettura di un momento che l'uomo ha ricercato con consapevolezza, della morte a cui è andato incontro volontariamente, nell'istante in cui si è reso conto che era Subaru la persona di cui gli aveva parlato la madre, la persona che stava aspettando e che ha finalmente trovato, l'unica persona che avrebbe voluto ponesse termine alla sua esistenza. L'unica persona da cui avrebbe voluto lasciarsi stringere, mentre sentiva la vita scivolare via.
E' il suo lieto fine, davvero, perchè la morte, per Seishiro, non riveste la stessa valenza ricoperta per tutti gli altri. Perchè, come le CLAMP hanno voluto evidenziare con il loro giochetto dei tarocchi, Seishiro E' La Morte. Nato in una famiglia di assassini ed incapace di provare le emozioni umane, rappresenta le accezioni più implacabili, precise ed incorruttibili della triste mietitrice, puntuale nell'abbattere la propria falce sul capo dei prescelti e sorda a compassione... esattamente come lui, che fa della morte un'arte, quasi una danza elegante (significativo, a mio avviso, anche il fatto che Seishiro si faccia portavoce del "lato oscuro" del simbolo attribuito al personaggio femminile più rappresentativo del mondo clampico, Sakura: il ciliegio il lei caloroso e vitale assume, con lui, accezioni lugubri e luttuose, come fosse egli stesso a tramutare in dolore ciò che lo circonda, si trattasse anche di un inno alla vita); indimenticabile il bacio alla madre appena uccisa, come macabro gesto d'affetto, ma anche l'abbraccio quasi tenero e galante in cui stringe la morente Hokuto, in un inquietante ma fascinoso contrasto fra sostanza e forma.
Per uno come Seishiro, la morte non poteva che rappresentare un traguardo, una liberazione, il culmine di un'esistenza ironicamente trascorsa in sua funzione... culmine che sceglie deliberatamente di trascorrere fra le braccia di Subaru, dell'uomo che ama.
Senza addentrarmi nell'analisi delle caratteristiche proprie degli assoluti, ardenti, passionali e meravigliosi sentimenti nutriti da Subaru per Seishiro, talmente complessi da meritare un temino a parte, posso soltanto concludere dicendo che non riesco a scindere questi due personaggi in entità separate e distinte, tanto è incisiva l'influenza che entrambi si esercitano a vicenda, tanto legate le loro esistenze sono l'una all'altra, tanto vicine le loro anime.
Il cuore di Subaru è l'unico a vedersi concretamente attribuire la definizione di "cuore malato", eppure anche quello di Seishiro lo è, sebbene per ragioni differenti... e si sono trovati, alla fine, in un certo senso.
Zeki, cazzate e rock 'n roll
Il mio post d’esordio in questo blog non poteva che riguardare un particolare caso umano che ha catturato la mia attenzione negli ultimi mesi. E tale caso umano, ovviamente, non poteva non essere che una di quelle bizzarre e, al contempo, esilaranti creature appartenenti al mirabolante universo Zeki (lungi da me fare di tutta l’erba un fascio: sono felicemente consapevole dell’esistenza di Zeriste - o Zeki, che dir si voglia - meravigliosamente obiettive, perle rare, rarissime, capaci di usufruire del materiale offerto dall’autrice del manga in modo consono, senza modificarlo a piacimento per avvalorare improbabili teorie. Sì, esistono e hanno tutta la mia ammirazione e simpatia XDDD). La creatura in questione prende il nome (o meglio, il nick) di Mirtle, autrice di un’interessantissima (credo, non l’ho letta) fanfiction, Nove Orchidee, postata sull’EFP (e quindi accessibile a tutti, per chi fosse curioso di leggere), dedicata niente meno che al sublime terzetto Kuran, Haruka/Juuri/Rido. Non credo ci sia bisogno di dire che proprio la scelta del magnifico trio come protagonista della storia mi abbia indotta alla lettura (in genere, ignoro volutamente il vasto mondo delle fanfic) in preda ad un’esaltazione che, dopo la visione delle inquietanti note introduttive dell’autrice, si è trasformata repentinamente in orrore. Ma andiamo con ordine.
Tra le succose noticine, leggiamo:
“ve l'ho detto che adoro Haruka, vero? Mi ricorda molto Zero, sia come aspetto che come carattere XD;”
Uh? °° (ma che caz…?! NdRido oni-sama)
Questo è l’esempio per eccellenza, l’inconfutabile prova del delirante abisso in cui può precipitare una Zeki. Qui non siamo davanti ad un semplice stravolgimento della trama per fini miseramente fangirlistici, prassi per le figliuole che popolano questa fetta di fandom, ma ci troviamo dinanzi alla negazione di dati oggettivi. Tralasciando per un momento la somiglianza caratteriale di cui Mirtle blatera tra quell’agnellino del mio consorte Haruka (elegante, pacato, gentile, altruista… devo continuare?) e quella bestia che è, invece, Zero (prendete ogni aggettivo che ho attribuito ad Haruka e sostituitelo con il suo contrario), mi chiedo: ma, precisamente, dove starebbe la somiglianza fisica tra i due °________°?
Analizziamo:
A)
Haruka, in tutta la sua magnificenza.
B)
Zero, espressivo come al solito... (°°).
Adesso cerchiamo le cinque impercettibili differenze tra il soggetto A e il soggetto B °°.
Io ho iniziato ad imitare Rido-oni sama, prendendo il muro a capocciate. Tutti sanno che Haruka è la copia di Kaname, solo con un taglio di capelli differente. Dire che somiglia fisicamente a Zero è, di conseguenza, come dire che Zero somiglia fisicamente a Kaname (bwuahahahahahahah!!).
Per comprendere le radici di tale insana affermazione dobbiamo spostarci sullo SMO forum, dove Mirtle, con il nick di Melitot, dopo aver affermato che Zero potrebbe essere un pureblood per il colore dei capelli simile a quello di Shizuka (WTF?!), ci delizia con un’altra perla:
“Kaname è l'antenato ultimo di tutti i vampiri (guh **) […]la cosa si fa gustosissima se si pensa che è collegata alla maledizione dei gemelli, (credo che la si consideri gustosa anche senza il collegamento alla maledizione dei gemelli °°) che fu scagliata sugli hunters […] E poi c'è la faccenda dei gemelli sopravvissuti: il fatto che siano nati nel casato dei Kiryu (casato?! NdRido) potrebbe essere del tutto casuale, ma sappiamo che la casualità non è il forte della mangaka. Secondo me, la (ri?)nascita del cacciatore più potente (come la mia adorata figlia, Yuuki, sottolinea sempre, Zero non è nato come cacciatore più potente, è Kaname che lo ha reso tale… tra l’altro, visti i recenti sviluppi della storia, tenderei ad individuare l’eventuale discendente di cui si parla in Kaien Cross) non poteva che avvenire nella diretta discendenza del primo. Ha senso, no? (no) […]Va bene che costringere gli hunter gemelli a mangiarsi tra loro come vampiri potrebbe essere una punizione creativa e basta, però, francamente, a me sembra troppo creativa e mi vibrano i sensori da plot twist. (sarebbe meglio se non vibrassero, visti i risultati °°)
Insomma... tutto questo per dire: se si scoprisse alla fine che primo vampiro e primo hunter erano gemelli […] non mi stupirei affatto. (te piacerebbe) Anzi, dimostrerebbe che i legami fra le due specie sono più stretti di quanto non pensassimo.”
In sintesi, Mirtle/Melitot crede che Zero sia il discendente del primo Hunter e suppone addirittura che tale primo hunter avesse un legame di sangue con il primo vampiro (Kaname); ciò comporterebbe, per lei, una sorta di parentela tra Zero e Kaname.
… WTF?! °____________°”
E’ anche vero che chi disprezza compra e il complesso d’inferiorità delle Zeriste nei confronti di Kaname è ben noto, ma qui stiamo esagerando XDDDDDDDDDDDDDDD.
Ma andiamo avanti:
“altro JuriHaruka <3 il loro momento decisivo me lo immagino così; niente di catastrofico o mirabolante, solo una decisione di affetto e fiducia. E la citazione, in realtà, è la frase che più di ogni altra si applica alla coppia ZeroYuuki, nel mio modo di pensare. Se ci pensate, è proprio vero: senza fiducia reciproca, come si può vivere accanto a una persona? Negli anni passione, desiderio e novità affievoliscono; solo l'amicizia ha i caratteri della longevità.”
Signori, ci troviamo davanti ad un mirabolante esempio di arrampicamento sugli specchi
. Notiamo, infatti, il patetico tentativo di dare un’impronta romantica ad un rapporto Zeki basato sulla sola amicizia.
Perché il povero Kaien, poi, viene sempre ignorato? Non dovrebbe essere chiaro il parallelismo con Zero, anche in merito alla situazione sentimentale? Per Mirtle credo proprio di no °°.
Ovviamente i rapporti basati sulla fiducia e sulla profonda amicizia possono essere duraturi, ma, ahimé (pfff), non è con il solo affetto che nascono le coppie: è la passione che fa la differenza e non credo che in casa Kuran sia mai mancata (e si vede) =PPPPPPPP.
Arriviamo, finalmente, alla perla finale *_______*.
L’ultimo capitolo della fanfic è stato pubblicato dopo l’uscita del capitolo 46 di Vampire Knight.
Questo è l’esilarante risultato *O*:
Se qualcuno è più stato sulla mia pagina personale, tra l'altro, avrà letto l'aggiornamento... e saprà che la presente è l'ultima pièce (probabilmente per sempre) che pubblicherò su VK... […] purtroppo alla musa non si comanda e gli ultimi sviluppi del manga mi hanno profondamente delusa…
Dalla pagina personale:
Brutte notizie per i fans di Vampire Knight: la mia musa è defunta; gli ultimi sviluppi del manga mi hanno profondamente delusa e ho deciso di mollarlo. Scusate, ma di fronte alla sublime perfezione di opere come Versailles no bara, VK non può che scomparire... soprattutto dal punto di vista della fluidità narrativa. Ma lasciamo stare, è un capitolo chiuso ^^
Bwuahahahahahahahahahah!!!
Profondamente addolorata per la Musa ormai defunta della povera Mirtle, il cui animo Zeki sarà uscito distrutto dagli ultimi sviluppi, a lei non graditi, di cui si parla (guh guh guh), non mi resta che sottolineare che di coerenza e fluidità narrativa nell’opera della Hino ce n’è in abbondanza. Basta leggerla per quella che è e non per quella che vorremmo che fosse.
Canonizzazione Yuuka, Zeki straniere in denial
Un’occasione come questa non può non essere celebrata con almeno un post, vista la gioia che reca in famiglia.
Ebbene si: Hino-sensei, dopo anni di conferme già piuttosto esplicite, si è decisa a CANONIZZARE in maniera definitiva l’amore che lega me e Kaname onii-sama. Non possiamo che festeggiare, festeggiare e festeggiare, paghi non soltanto di come la natura romantica del legame che ci unisce sia stata nuovamente e con grande enfasi confermata agli occhi del mondo, ma anche dell’immensa soddisfazione regalataci dal pensiero di quelle fan Zeki che, fino a qualche tempo fa, davano del visionario a chiunque osasse parlare di concretezze Yuuka. Che dire, più avanti avremo modo di commentare ampiamente alcune delle più esilaranti perle sfornate da tali menti acute, ma al momento mi preme focalizzare l’attenzione sull’abilità da arrampicatrici di specchi sfoggiata da alcune lettrici straniere.
Se, infatti, parte del fandom Zeki si è messa d’impegno per rendere onorevole la propria “sconfitta” (devo dire che, contrariamente all’idea che nutrivo fino a qualche mese fa, quando frequentavo soprattutto lo SMO, si trovano molte più zeriste ragionevoli ed aperte al dialogo presso il fandom esclusivamente italiano che in quello internazionale), capita purtroppo di rabbrividire di fronte a simili affermazioni:
They are definitely the centerpieces of this story, and if anyone thinks their story is over, they're fooling themselves. XD
XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD! Alle volte mi chiedo se esista veramente qualcosa che possa portare certe fan a guardare obiettivamente ai fatti per come essi sono, senza ricamarvi su le proprie speranze anche quando esse vengono costantemente smontate una ad una… non capisco, ma farsi illusioni non rende poi batoste come questa ancora più micidiali?
Well, I know that many Kaname/Yuuki fans are rejoicing right now, thinking that their couple is finally canon, but I still can't bring myself to see anything romantic in their relationship.
Brucia, vero XDDDDDDDDDDD?
Of course Yuuki loves Kaname, but it's because he's the one she's been destined to love since she was born and it's how things are supposed to be between them. She has not the choice.
Mi sembra di ricordare (onii-sama, confermamelo) che tale amore sia ri-nato anche quando i ricordi relativi al fidanzamento “stipulato” durante l’infanzia erano sigillati. Come si spiega?
It's not a genuine attachment like the one she's always had to Zero. It may not be love (at least, not yet ^^) but it comes from her deepest heart. That's why I think we have to keep faith in this couple. I know I will.
Deve aver acquistato le copie del manga piratate da zio Rido, non c’è altra spiegazione.
Vedremo se, di qui ai prossimi giorni, se ne sommeranno altre… intanto, io e mammy andiamo a stappare lo champagne XDDDDDDDDDDDD!
Proteste random e bonus twilightiani
Post che va a completare i due precedenti, in attesa che Quissy faccia il proprio ingresso “attivo” nel blog XPPP.
Innanzitutto, beh… finalmente vedo un po’ d’indignazione anche sul fronte straniero, per così dire, in merito all’anime di VK (sebbene continuino a farsi sentire singole voci tanto commoventemente ottimiste da suonare ridicole); peccato che essa non si traduca in lodevoli iniziative quali petizioni (inutili, certo, arrivati a questo punto, ma possono comunque servire a sfogarsi) o rifiuto d’acquistare i restanti dvd della serie… il che sarebbe già più produttivo, in quanto farebbe entrare meno soldi nelle tasche dei responsabili.
Ormai, m’immagino un undicesimo episodio “liberamente tratto” dai capitoli 40 e 42, visto il geniale riassunto del 41 inserito nella decima puntata, per poi passare ad un finale inventato appositamente per la versione animata, da sviluppare negli ultimi due episodi. Storyline sentimentale stuprata e seviziata a parte, a colpirmi è stato l’annuncio della morte di Rido per mano del mirabolante team delle meraviglie Kaname-Zero… figo, perché effettivamente il mio onii-sama ha ordito il piano che gli ha fatto guadagnare milioni d’accuse di malvagità gratuita giusto per trovarsi a fronteggiare lui stesso lo zietto che *non può uccidere*. Lo vedo scuotere freneticamente il capo in segno di diniego… ma io lo so, povero amore, sono gli animatori eroinomani a fraintendere i suoi scopi ed i suoi metodi.
In secondo luogo, come bonus alla recensione su Twilight XDDD, ecco una breve registrazione, effettuata tramite il cellulare di mammy, della reazione delle ragazze presenti in sala ad ogni apparizione di Edward… si è trattato probabilmente dell’aspetto più divertente della visione del film:
VK anime: fumato dal manga di Matsuri Hino
Due parole: che schifo.
Qui non si fa nemmeno in tempo a rallegrarsi per il primo posto ottenuto dallo Yuuka nella classifica di gradimento dai lettori, che lo staff dell’anime provvede a tirarti un’incudine in testa; inutile specificare che io e Kaname onii-sama, pur sopravvissuti stoicamente alla bufera Twilight, adesso abbiamo veramente le pa**e rotte.
Finora si è parlato d’incapacità di comprendere la storia, di manovre commerciali, di riletture… ma, no, ormai è assodato: gli animatori ragionano come delle bimbette Zeki alle prime armi.
Le loro considerazioni sono identiche: Kaname Kattivo, Kaname che non si è fidanzato con Yuuki per amore, il “si” di Yuuki alla sua proposta fasullo, Yuuki come novella Shizuka innamorata di un quasi-livello E, Zero come pretendente altruista ed interessato unicamente alla sua felicità… diamine, neanche mettendomi d’impegno sarei riuscita a stilare un elenco più accurato di tutte le cavolate che ho letto finora, in toto e puntualmente smentite dalla Hino.
La mente perversa è la stessa, medesimi i guizzi di schizofrenia. Peccato che quando certi disturbi della personalità si manifestano nelle figure dei fan la cosa risulti divertente, nei curatori di quello che dovrebbe essere un prodotto ufficiale… beh, un po’ meno.
Una furbata di proporzioni omeriche, comunque… nella versione volumetto del capitolo 41, la Hino si è addirittura premurata di concedere a me e a Kaname più pagine entro cui baciarci, e quei piccoli Leonardini Da Vinci tagliano la scena… sono ammirata. Mi viene da pensare che l’autrice abbia fatto quella scelta proprio perché al corrente della prodezza compiuta dagli animatori, nel tentativo di prendere le distanze dal loro operato (e, già che c’era, ha ribadito la propria estraneità alla lavorazione dell’anime).
Per evitare che Kaname si trovi costretto a sporcarsi le mani, facendo saltare le teste dei responsabili, posso soltanto sperare che le fan giapponesi si dimostrino all’altezza della fama loro attribuita da centinaia e centinaia di shoujo scolastici… che la smettano di adagiarsi su assunti quali “rimedieranno in seguito” o “vabbè, chi se ne frega, io ho il manga” (ok, perfetto, ma è questione di principio) e tirino fuori taglierini, accendini e tutto l’armamentario ><!
Tutto ciò che non avrebbe mai dovuto esser scritto sui vampiri
Non potevo che dedicare il mio primo post “serio” a ciò che, attualmente, si sta proponendo come più assillante fonte d’angoscia per me ed i miei familiari. Lo so, lo so… papino non è tipo da perdere le staffe per sciocchezze simili, che preferisce liquidare con uno sguardo carico di commiserazione, ma sto cominciando a sospettare che il sorriso luminoso di Kaname onii-sama non sia poi così spontaneo… e credo anche d’aver sentito zio Rido mormorare qualcosa a proposito della possibilità di commettere un“delitto d’onore”… bah, l’unica certezza è che io e mammy siamo molto, molto irritate ><.
Come definire, in breve, il fenomeno Twilight? Una sorta d’isterismo di massa che trova il proprio oggetto di culto nel romanzo dell’esordiente Stephanie Meyer, esempio vivente di come, per ottenere fama, soldi e successo, basti stuzzicare le fantasie più banali e qualunquiste di un pubblico prettamente femminile, la cui età media tende a variare dai 12 ai 17 anni, pur non possedendo alcun talento letterario e pur senza preoccuparsi di rimodellare le fantasie di cui sopra in una forma anche soltanto vagamente originale o narrativamente stimolante.
Detto con la massima onestà possibile: Twilight è il libro più brutto che io abbia mai letto… e ciò a dispetto di quanto affermato da chi prova a tesserne un elogio senza ammettere di esserne un fan sfegatato (poiché intimamente consapevole della bassa qualità dell’opera in questione), secondo cui si tratterebbe di un “intrattenimento leggero, scanzonato, a cui guardare con gli occhi di un’adolescente che non si pone troppe domande”. Tuttavia, il quesito che tormenta i miei pensieri di non-più-adolescente è perché, ad egersi come portabandiera di tale branca della letteratura sia un’opera il cui principale problema non risiede tanto nella trama (personalmente, sono del parere che qualunque storia, se ben sceneggiata e confezionata, possa riuscire a vantare una certa attrattiva su determinate fette di pubblico), quanto nello stile di scrittura dell’autrice, paragonabile a quello di una fan fiction non troppo brillante; una prosa scarna corredata da un’infinità di ripetizioni, a livello sia lessicale (celebre la sfruttatissima espressione “sorriso sghembo”, sicuramente intesa come complimento, visto il contesto, ma talmente poco efficace e di cattivo gusto da risultare odiosa se letta già un’unica volta… figuriamoci ritrovarsela far capolino una pagina si e l’altra pure) sia narrativo, in quella che spesso si propone come una desolante cronaca dei numerosi talenti più o meno nascosti di Edward e del fascino che essi esercitano su Bella, la quale passa ¾ del libro a riflettere su quanto sia bbbono il suo amato. Per non parlare, ovviamente, della struttura “a copione” che caratterizza la maggior parte dei dialoghi, composti da lunghi e ridondanti botta e risposta sotto cui pare celarsi l’incapacità di rendere in termini più corposi le discussioni fra i personaggi, magari intercalandole ad un minimo di descrizione o di racconto in terza persona.
Tralasciando lo stile, passiamo alla trama. Trama che si rivela povera di motivi ed idee, scandita dal costante e puntuale spostarsi dei suoi protagonisti fra due set principali (la scuola e la macchina di uno di loro), entro i quali l’azione si esprime meramente negli interminabili dialoghi di cui sopra, che sembrano avere lo scopo di “spiegare” ogni singolo pensiero o sentimento, privilegendo la rappresentazione verbale a quella visiva; ciò che potrebbe essere comunicato con un gesto o uno sguardo, viene qui sottoposto ad una noiosa ed inutile opera di analisi retrospettiva, in cui il commento alle emozioni è più enfatizzato delle stesse, come se non bastasse vedere Edward guardar male gli ammiratori di Bella, ma avessimo bisogno delle note a margine che troppe volte rivestono i panni di stridenti “Tu non sai perché l’ho fatto” “No, io so perché l’hai fatto” “Come puoi sapere perché ho fatto quello che ho fatto?” “Oh, non sapevo che tu non sapessi che io so perché l’hai fatto”… e così via, corredati dalle classiche, mielosissime massime da Bacio Perugina o da sceneggiato televisivo a basso costo, in un’ossessiva ricerca di “frasi a effetto” talmente artificiose da suonare ridicole. Dialoghi che, tra l’altro, hanno come unico oggetto l’amore indissolubile che lega Edward e Bella, in una riproduzione sistematica e priva di personalità di tutti gli stereotipi più comunemente attribuibili al tema dell’amore proibito, ancora fertile e fonte di potenziali capolavori, come a casa mia sappiamo bene, ma a cui la Meyer si avvicina con un approccio prevedibile e retorico, in una summa di clichè invece che in una intelligente riproposta di essi… e, soprattutto, senza scomodarsi ad indagarne la natura, arrestandosi alla superficie, ottenendo così il guscio privo di contenuto di una storia d’amore.
Ma andiamo all’aspetto peggiore del libro, cioè alla sua protagonista. Per chi ha dimestichezza con il linguaggio delle fan fiction, una Mary Sue in piena regola (le Mary Sue sono quei personaggi femminili, partoriti dalla mente di un’autrice ad immagine e somiglianza del tipo di ragazza che questa vorrebbe essere, catapultati nel contesto della ff, dove puntualmente rivelano di possedere doti fuori dalla norma ed un carattere meraviglioso, facendo di ogni figo della storia un proprio schiavo d’amore *ç*).
Partiamo dal presupposto che Isabella Swan, detta Bella, è *speciale*. Lei non è come tutte le altre ragazze, interessate soltanto ai vestiti e ai fidanzati (peccato che, in effetti, l’unica cosa a cui ella pensi, durante l’intero corso del romanzo, sia proprio un ragazzo… e che, nonostante avesse snobbato le compagne in festa per l’imminente ballo scolastico, abbia finito per parteciparvi anche lei)… lei è l’unico essere umano di cui Edward, vampiro centenario, non sia mai riuscito a leggere la mente (magari perché è vuota, proverei a suggerire)… lei ascolta musica classica, che quelle povere mentecatte delle sue amiche non sanno nemmeno cosa sia… lei, pur non essendo certo una modella, il primo giorno di scuola si ritrova già con tre corteggiatori alle calcagna, a cui poi si aggiungeranno un lupo mannaro ed il nostro vampiro, che in più le farà notare come l’intero istituto sia in fermento per lei (che, ovviamente, non se ne cura. Le è bastata una carineria di Mike per definirlo “cagnolino”, con una supponenza invidiabile, povero figliolo)… lei è alternativa, diversa.
Insomma, una persona da prendere a cucchiaiate di granito sui denti, come suggerisce zio Rido. Tristissimo il tentativo della Meyer di descrivere le compagne di Bella come delle oche senza cervello, con l’intento di far risaltare il “carattere straordinario” di una protagonista che, a conti fatti, appare come un’insulsa arrogantella dai modi bruschi.
Concludiamo con la pietra dello scandalo, con ciò che più di tutto ha turbato la nostra quiete familiare: il modo in cui viene tratteggiata l’immagine del vampiro, a tal punto sradicata da ogni caratteristica tradizionalmente attribuitale (certo, spesso erroneamente, ma non possiamo pretendere né vogliamo che gli esseri umani siano al corrente della verità) da apparire non certo come un principe delle tenebre inscritto in un contesto anomalo, ma come un Superman con particolari abitudini alimentari.
Lo stretto ed imprescindibile parallelismo con la sfera sessuale viene completamente ignorato, portando così all’assenza dei risvolti dal sapore prettamente erotico impliciti nel morso e nel desiderio di sangue… sob, e dire che io ed il mio Kaname li abbiamo così a cuore. A ciò si somma la negazione di tutto ciò che ha a che fare con l’ambito religioso, per quanto riguarda sia i punti deboli qui azzerati sia l’atmosfera di perenne dannazione tanto tipica di qualsiasi vampiro che si rispetti, ad eccezione di Aidou-san e di Takuma-san nei suoi momenti migliori.
Ciliegina sulla torta, l’introduzione di caratteristiche di gusto discutibile… ma qui preferisco citare direttamente alcuni passi del romanzo:
“Come si uccide un vampiro?”
Mi laciò un’occhiata indecifrabile e la sua voce si fece subito nervosa. “L’unica maniera possibile è farlo a pezzi e bruciarne i resti”.
Sento zio Rido che risponde con un udibilissimo “’sti cazzi!” dal salone, credo che ora papino gli suggerirà di congedarsi per non disturbare oltre la nostra quiete.
Comunque… perbacco! Il passaggio fra il punto A ed il punto B mi è chiarissimo, mi sfugge soltanto come sia possibile raggiungere il primo.
“Alla luce del sole Edward era sconvolgente. Non riuscii ad abituarmici; eppure non gli tolsi gli occhi di dosso per tutto il pomeriggio. La sua pelle, bianca nonostante il debole colorito acquistato dopo la battuta di caccia del giorno precedente, era scintillante, come ricoperta di piccoli diamanti.”
Che noi vampiri potessimo brillare alla luce del sole, onestamente, non lo sapevo. E credo che Kaname nemmeno volesse che io lo sapessi, a giudicare da come mi ha gentilmente tolto il libro di mano, non appena gli ho chiesto spiegazioni a riguardo, assicurandomi che non permetterà mai più che simili atrocità giungano ai miei occhi o alle mie orecchie.
Orecchie che, tra l’altro, stanno venendo trapanate dalle urla isteriche dello zio. Immagino che mamma e papà stiano cercando di legarlo alla sedia, per evitare che sfoghi la propria frustrazione sulla cristalleria.
Non avendo più il volume a portata di mano (Kaname l’ha disintegrato), citerò a memoria un’ultima perla: i vampiri giocano a baseball soltanto durante i temporali, in modo che il rumore dei tuoni copra quello dello sbattere delle mazze da gioco.
Ora che lo so, potremmo cimentarci anche noi in un’allegra scampagnata domenicale… se servissero altri giocatori, potremmo sempre invitare mio cugino, Takuma e gli altri amici di Kaname.
Termino con un brano nato dalla tastiera della fan-tipo di Twilight, subito dopo che la pubblicazione dell’ultimo romanzo della saga è stata messa in forse. Voglio sperare che si tratti di una fanciulla così giovane da essere ancora recuperabile, ma forma e contenuto del suo messaggio la dicono lunga sugli effetti che la lettura del libro può comportare sulle menti deboli (nd Obi-wan):
..io sn senza dubbio la fan numero 1 della fantistica serie di Twilight. Nn potete immaginare kn quanta ansia nel cuore abbia aspettato Midnight Sun...la versione di Edward. Lui è diventato 1 ossessione x me...quasi mi fossi innamorata realmente. Darei xsino l'anima xkè esistesse davvero. Nn posso credere ke qlke imbecille kn le le scimmie urlatrici in testa, mi abbia privato di 1 onore quale sarebbe stato Midnight Sun. Sto aspettando kn la stessa ansia l'uscita in Italia del quarto libro, Breaking Dawn, e se sarà l'ultimo, certamente nn potro' mai perdonarlo. Mi rivolgo a Stephenie pur sapendo ke sikuramente se ne infiskierebbe di qst insulso kommento..: "Ti prego..so ke è stata la kosa + meskina e stupida ke si potesse fare...ma ti prego, nn deludere i milioni di lettori ke, kome me, vivono della tua magia. I tuoi libri mi xmettono di scappare da qsta realtà assurda e vivere in una semplicemente stupenda. Mi rendono felice..e qst nn mi accade mai. Mi succede solo leggendo. Ti prego..nn privarmi di qst miracolo." ..a coloro ke hanno osato essere kosì spudoratamente subdoli: "Brucerete tra le fiamme dell'inferno."
Detto ciò, mentre mamma e papà sperimentano su zio Rido i sedativi per elefanti, io mi ritiro in camera di Kaname onii-sama; se non altro, quando lo zio comincia a comportarsi come un ubriaco, chiuderci dentro la stanza a chiave diviene una pura formalità e non abbiamo nemmeno bisogno di preoccuparci di non fare troppo rumore… in salone c’è casino a sufficienza da attirare totalmente l’attenzione dei nostri genitori.
YuukiKuran ♣ mercoledì, 03 dicembre 2008 ♠
Iniziative di casa Kuran
E dunque... trascorsa un'eternità dal suo concepimento, finalmente l'idea di gestire un blog può dirsi realizzata!
Non certo grazie a me, però, e nemmeno a Quissy... tutta la nostra gratitudine è rivolta a Lily, quindi, che ha avuto la pazienza di crearci questa grafica tenerissima e d'interpretare i miei arrovellamenti celebrali sul perchè i tasti del lettore mp3 "sembrassero mangiucchiati": eccoci, dunque, in vesti rigorosamente e deliziosamente vkappiane, con il nostalgico carrillòn di Suna no Oshiro in sottofondo ed il ritratto della famiglia Kuran accomodato nel suo angolino, ritratto da cui entrambe abbiamo ritagliato le nostre immagini... d'altro canto, non è un mistero che queste quattro affascinanti creature (più lo zietto Rido, disgraziatamente assente per esigenze di copione) siano nostra costante fonte d'ispirazione *_________*!
Ma andiamo allo scopo di questo blog. Nessuna delle due, in realtà, ama particolarmente divulgare al mondo le proprie vicende e sensazioni personali... si dà il caso, però, che la sottoscritta sia una tenace amante della scrittura (che si tratti di fan fictions, recensioni, racconti originali, elenchi della spesa!) e che tutte e due tendiamo ad uscircene con deliri sufficientemente fantasiosi da spingerci a progettare uno spazio entro cui raccoglierli, ad imperitura memoria XDDDD! Per cui, ecco, è più o meno ciò che troverete qui: analisi, commenti, resoconti di follie, accurati documentari su esilaranti casi umani (e, si, chiunque conosca un minimo le nostre vicende nel circuito forumfree/forumcommunity, ma anche in merito a vergognosi elementi napoletani, ha capito perfettamente di chi stiamo parlando XDDDDDDD).
Che dire, in sintesi: a presto con il primo aggiornamento!